{"id":289,"date":"2015-08-21T19:59:44","date_gmt":"2015-08-21T17:59:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/?p=289"},"modified":"2020-01-24T16:13:47","modified_gmt":"2020-01-24T15:13:47","slug":"wagashi-larte-dei-cinque-sensi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wagashi-larte-dei-cinque-sensi\/","title":{"rendered":"Wagashi l&#8217;arte dei cinque sensi"},"content":{"rendered":"<p>I Wagashi sono i dolci tradizionali giapponesi evoluti in una forma d\u2019arte nell\u2019antica capitale imperiale, Kyoto. Il termine &#8220;wa&#8221; denota le cose giapponesi, mentre &#8220;Gashi&#8221; \u00e8 un\u2019allitterazione di Kashi e indica il dolce. I Wagashi rappresentano l\u2019essenza della cultura giapponese a differenza dei dolci occidentali detti &#8220;yogashi&#8221;. I tradizionali dolcetti giapponesi sempre accompagnati da t\u00e8 verde, iniziarono a svilupparsi nell\u2019antico Giappone ma raggiunsero l\u2019apice di raffinatezza grazie alla cerimonia del t\u00e8 dove l&#8217;ospitalit\u00e0 del maestro si manifesta anche nei dolci. Quando invita delle persone nella stanza del t\u00e8, il maestro appende nella nicchia del tokonoma un rotolo calligrafico, dispone i fiori e sceglie gli utensili e le stoviglie in modo da dar forma all\u2019ospitalit\u00e0, ma lo stesso vale anche per i dolciumi. Consultandosi col pasticciere sul tipo di dolci adatti alla stagione e al contenuto del ricevimento, riflette attentamente sugli ingredienti da usare, sulla simbologia e sui colori. Cos\u00ec facendo, prepara dei dolci che siano perfetti per quella singola e irripetibile cerimonia. I Wagashi nascono come evoluzione dei kudamono. \u00a0Nel Giappone antico tutto il cibo che cresceva allo stato selvatico come castagne, frutti di bosco o funghi veniva chiamato kudamono. Con il passare del tempo questi cibi abbellirono i pasti formati da cereali ad altri alimenti comuni, molti kudamono venivano zuccherati e considerati cibo di lusso.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Wagashi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-750\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Wagashi-300x225.jpg\" alt=\"Wagashi\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Wagashi-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Wagashi-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Wagashi.jpg 1599w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In origine il termine che identificava i dolci era il termine \u201cfrutta\u201d, questo kanji di origine cinese era gashi, termine al quale poi si aggiunse wa, formando wagashi ossia dolce giapponese. Durante il periodo di Nara, VIII secolo, il commercio con la Cina era ricco, fiorente ed in piena espansione. Fra le novit\u00e0 provenienti dalla Cina apparirono dei nuovi cibi associati spesso anche al Buddismo. Le farine d\u2019orzo, di soja o di riso glutinoso (quello usato per fare i mochi) venivano spesso condite con aceto o sale e fritte, cotte alla griglia o al vapore. Questi nuovi cibi avevano il nome di kara kudamono (kara era il nome giapponese della dinastia cinese Tang), e trovavano uso fra i pasti aristocratici e nelle cerimonie rituali. Ed \u00e8 proprio da queste cerimonie che nasce la tradizione dei wagashi. Durante le prime cerimonie il t\u00e8 si accompagnava a frutta dolce come cachi o marroni ma col tempo la concentrazione di zucchero nei dolci aument\u00f2 grazie anche alla via dello zucchero, un fiorente commercio che portava lo zucchero sulle coste del sud del Kyushu. I dolci diventano ricchi di zucchero per stemperare il gusto molto erbaceo del matcha e soprattutto gradevoli alla vista. Durante l\u2019epoca Edo i wagashi raggiungono il massimo della raffinatezza. I Wagashi\u00a0 sono destinati a compiacere occhi e palato, hanno la figura che corrisponde alle stagioni. Dice il direttore esecutivo della Zenkoku Wagashi Ky\u014dkai (Associazione Nazionale Wagashi) Mitsuo Yabu: \u201cFra i kigo degli haiku, ovvero parole chiave che servono a richiamare l\u2019atmosfera di una stagione, abbiamo \u2018yama warau\u2019 (la montagna ride) per la primavera, \u2018yama shitataru\u2019 (la montagna gronda acqua) per l\u2019estate, \u2018yama yosoou\u2019 (la montagna si adorna) per l\u2019autunno e \u2018yama nemuru\u2019 (la montagna dorme) per l\u2019inverno. Io credo che la sensibilit\u00e0 dei giapponesi che li ha portati a rappresentare in questo modo il mutare delle espressioni della montagna secondo le stagioni abbia portato allo sviluppo dei wagashi\u201d.<\/p>\n<p>I nomi dei Wagashi, eleganti e letterari, spesso vengono collegati alle poesie e ai romanzi antichi. Sapendo da quale opera sono citate la parola o la frase, si capisce il perch\u00e9 della forma e del colore del dolcetto. Questo \u00e8 uno dei motivi per cui i dolcetti tradizionali venivano graditi durante la cerimonia di t\u00e8. I Wagashi sono talvolta chiamati \u201cArte di collaborazione tra i cinque sensi\u201d. \u00c9 soprattutto la vista a essere stimolata: suggestive immagini della natura ispirano i maestri pasticceri creando uno spettacolo e un trionfo di colori agli occhi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratto da nicolettatul.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I Wagashi sono i dolci tradizionali giapponesi evoluti in una forma d\u2019arte nell\u2019antica capitale imperiale, Kyoto. Il termine &#8220;wa&#8221; denota le cose giapponesi, mentre &#8220;Gashi&#8221; \u00e8 un\u2019allitterazione di Kashi e indica il dolce. I Wagashi rappresentano l\u2019essenza della cultura giapponese a differenza dei dolci occidentali detti &#8220;yogashi&#8221;. 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