{"id":320,"date":"2015-08-25T17:21:02","date_gmt":"2015-08-25T15:21:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/?p=320"},"modified":"2020-01-24T16:13:47","modified_gmt":"2020-01-24T15:13:47","slug":"chihayafuru-e-il-karuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/chihayafuru-e-il-karuta\/","title":{"rendered":"Chihayafuru e il karuta"},"content":{"rendered":"<p>Solitamente giocato durante lo \u6b63\u6708\u30fb\u3057\u3087\u3046\u304c\u3064, a Capodanno, karuta (\u304b\u308b\u305f) \u00e8 un nome generico che in Giappone raccoglie vari giochi . Grazie alla popolarit\u00e0 del manga\/anime Chihayafuru, l\u2019autrice \u00e8 riuscita a riportare in voga non solo l\u2019antico e tradizionale gioco del Karuta ma anche a far apprezzare la bellezza delle sue poesie riuscendo cos\u00ec a rilanciare il Karuta come attivit\u00e0 competiva non solo nella madrepatria ma anche in gran parte del mondo, che ha imparato ad amarlo proprio grazie ai protagonisti di Chihayafuru. Chihayafuru (\u3061\u306f\u3084\u3075\u308b?) \u00e8 un manga scritto e disegnato da Yuki Suetsugu e pubblicato dal 2007 sulla rivista josei Be Love di Kodansha. Il manga \u00e8 stato adattato da Madhouse in due serie anime. Il manga ha vinto la seconda edizione del Manga Taish\u014d nel 2009, nonch\u00e9 il 35\u00b0Kodansha Manga Award nel 2011.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/chihayafuru.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-744\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/chihayafuru-300x169.jpg\" alt=\"chihayafuru\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/chihayafuru-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/chihayafuru-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/chihayafuru.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il termine karuta \u304b\u308b\u305f a prima vista potrebbe sembrare giapponese, in realt\u00e0 \u00e8 una delle tante parole che il Giappone ha preso in prestito, in questo caso dal Portogallo: karuta viene da carta, inteso come carte da gioco. Le carte da gioco furono infatti introdotte in Giappone nel \u2018600 da parte dei portoghesi, ma il gioco ha origini ancora pi\u00f9 antiche. I karuta pi\u00f9 popolari sia tra i bambini che tra gli adulti sono: l &#8216;Uta Karuta (&#8220;carte delle poesie&#8221;), l&#8217; hana karuta (carte dei fiori) e l&#8217; iroha karuta (carte sillabiche). L&#8217; hana karuta \u00e9 composto da 48 carte divise in 12 serie. Ogni serie, che rappresenta un mese, \u00e8 formata da 4 carte su cui sono rappresentati gli uccelli, le farfalle, gli animali terrestri, i fiori o le poesie che tale mese caratterizzano. Il suo complicato regolamento determina quali coppie di carte vadano formate e quali serie vadano completate in modo che si possa proclamare infine il vincitore. L&#8217; iroha karuta \u00e9 la versione pi\u00f9 semplice da giocare, viene giocata dai bambini per imparare bene i kana. Rappresenta le 47 sillabe attraverso i proverbi giapponesi pi\u00f9 il kanji \u4eac\u30fb\u304d\u3087\u3046 dato che nessuna frase in giapponese inizia con \u3093, anche se in questi ultimi anni \u00e8 stato sostituito con un proverbio che finisce per \u3093. Contiene 96 carte, 48 contengono un proverbio, le altre 48 contengono una scenetta che rappresenta il proverbio, con in alto la sillaba iniziale. Le carte con la frase scritta vengono distribuite tra i giocatori. Uno di essi scoprir\u00e0 una alla volta le carte con i disegni. Chi possiede il proverbio corrispondente alla scenetta sorteggiata, dovr\u00e0 recitarlo ad alta voce. Perde chi rimane con l&#8217;ultima carta in mano. L&#8217;<em>Uta Karuta<\/em>\u00a0(&#8220;carte delle poesie&#8221;), o semplicemente\u00a0<em>Karuta<\/em>\u00a0(&#8220;carte&#8221;), anche detto in occidente &#8220;carte dei 100 poeti&#8221;, \u00e8 un gioco tradizionale, non basato sull&#8217;azzardo, praticato in tutto il Giappone; persino le scuole ne indicono spesso dei tornei.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-747\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta.jpg\" alt=\"karuta\" width=\"272\" height=\"185\" \/><\/a><br \/>\nLe duecento carte presenti nella confezione riproducono brevi composizioni giapponesi da un&#8217;antologia classica di cento poesie chiamata <em>Hyaku-nin Isshu<\/em>\u00a0(&#8220;cento autori, una poesia&#8221;). L&#8217;antologia fu compilata nel XIII\u00a0secolo, da opere preesistenti. Ciascuna delle cento poesie, ispirate all&#8217;amore, alle stagioni, e a diversi altri temi, \u00e8 scritta da un autore differente. Il loro stile tradizionale \u00e8 chiamato\u00a0<em>tanka<\/em>\u00a0(&#8220;breve canzone&#8221;) o, anticamente,\u00a0\u00a0<em>waka<\/em>\u00a0(&#8220;poesia armoniosa&#8221;): ogni poesia \u00e8 composta da appena cinque versi, per un totale di trentuno sillabe. Met\u00e0 delle carte raffigurano personaggi giapponesi, che indossano abiti tradizionali, e, sopra di essi, la poesia scritta per esteso in caratteri piccoli: queste sono dette\u00a0 yomifuda, o &#8220;carte da leggere&#8221;. I rimanenti cento soggetti (illustrazione qui in basso) non sono illustrati, ma riportano un testo pi\u00f9 breve e in caratteri pi\u00f9 grandi: gli ultimi due versi delle suddette poesie. Queste sono dette\u00a0 torifuda (&#8220;carte da prendere&#8221;), perch\u00e9 i giocatori debbono afferrarle nel corso del gioco. Lo stile delle carte Uta Karuta \u00e8 molto tradizionale, come si evince dal confronto fra mazzi attuali e quelli di oltre due secoli fa: poesie ed illustrazioni sono rimasti pressoch\u00e9 immutati. L&#8217;esatta data di origine del gioco \u00e8 incerta; la prima citazione risale al XVII secolo, e mazzi del tutto simili a quelli attuali esistevano gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del XVIII secolo, sebbene fino alla fine dell&#8217;800 fossero dipinti a mano, quindi assai meno accessibili al grande pubblico. I personaggi che compaiono in ciascuna yomifuda sono i cento poeti compresi nell&#8217;antologia, cio\u00e8 gli effettivi autori dei versi. I loro nomi si trovano scritti nell&#8217;angolo in alto a destra di ciascuna carta, prima del testo della loro composizione (come si vede nell&#8217;illustrazione precedente). Molti dei poeti sono mostrati seduti in varie posizioni, e alcuni dei loro attributi distintivi (pettinatura, baffi e\/o barba etc.) sono stati mantenuti fedelmente nelle edizioni moderne. Dell&#8217;antologia non fanno parte solo autori maschili: sono presenti in buon numero anche delle poetesse. Nelle edizioni antiche alcune delle donne sono viste di schiena, o parzialmente celate, forse per esprimere un senso di pudore.<br \/>\nInvece le carte\u00a0 <em>torifuda<\/em>\u00a0 non contengono altro che testo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta_3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-746\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta_3-300x219.jpg\" alt=\"karuta_3\" width=\"300\" height=\"219\" srcset=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta_3-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta_3-220x162.jpg 220w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/karuta_3.jpg 350w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\nPer giocare a\u00a0<em>Karuta<\/em>, (come vedete nell&#8217;immagine in cui due giocatrici si confrontano su un tatami ) i due avversari dispongono le\u00a0<em>torifuda<\/em>\u00a0a faccia in su. Quindi una terza persona (il lettore, o giudice di gara) prende una\u00a0<em>yomifuda<\/em>, e comincia a recitarne il testo; lo scopo dei giocatori \u00e8 di riconoscere la poesia, ed afferrare la carta\u00a0<em>torifuda <\/em>corrispondente prima che lo faccia l&#8217;avversario. Com&#8217;\u00e8 ovvio, i giocatori migliori conoscono a memoria tutte le poesie, al punto che sono in grado di riconoscere la carta giusta sin dalla prima sillaba pronunciata dal lettore. Alcune delle poesie, per\u00f2, hanno in comune le sillabe di apertura, e ci\u00f2 rende la ricerca pi\u00f9 difficile. Il gioco continua fino al termine delle carte, vince il gioco chi ha vinto pi\u00f9 carte torifuda. Se in generale il karuta sta uscendo fuori dal Giappone da qualche anno, si gioca invece da tempo ad hanafuda anche in altri paesi come in Corea e alle Hawaii: diventa un ottimo esercizio per la memoria ma anche per chi vuole imparare la lingua.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratto da a_pollett.tripod.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Solitamente giocato durante lo \u6b63\u6708\u30fb\u3057\u3087\u3046\u304c\u3064, a Capodanno, karuta (\u304b\u308b\u305f) \u00e8 un nome generico che in Giappone raccoglie vari giochi . 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