{"id":417,"date":"2015-09-10T16:07:03","date_gmt":"2015-09-10T14:07:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/?p=417"},"modified":"2017-11-14T11:49:32","modified_gmt":"2017-11-14T10:49:32","slug":"un-cane-patrimonio-e-vanto-nazionale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/un-cane-patrimonio-e-vanto-nazionale\/","title":{"rendered":"Un cane patrimonio e vanto nazionale"},"content":{"rendered":"<p>Molti di certo hanno visto il film Hachiko &#8211; Il tuo migliore amico, film del 2009 diretto da Lasse Hallstr\u00f6m, con Richard Gere come protagonista insieme all&#8217;Akita inu e allo shiba inu che interpretano in cane Hachiko rispettivamente da grande e da piccolo, molti per\u00f2 forse non sanno che il film \u00e9 basato sulla storia vera del cane giapponese Hachik\u014d e sul film giapponese del 1987 Hachik\u014d Monogatari. Hachiko nacque ad Odate, Giappone, nel Novembre del 1923. Era un maschio bianco di Akita inu. All\u2019et\u00e0 di 2 mesi, fu adottato dal Professor Ueno del Dipartimento Agricolo dell\u2019universit\u00e0 di Tokyo. La casa del professore sorgeva nel distretto di Shibuya, nella citt\u00e0 di Tokyo. Tutte le mattine il Professor Ueno Eizaburo si recava alla stazione di Shibuya accompagnato dal suo fedele amico, Hachi, detto Hachiko (vezzeggiativo). Hachiko\u00a0 accompagnava il suo padrone fino alla stazione, ma, quando egli ritornava a casa alle alle ore 15:00, Hachiko era sempre l\u00e0 ad attenderlo. Il 21 Maggio 1925, per\u00f2, Ueno fu colpito da un attacco cardiaco mentre era all\u2019universit\u00e0, e mor\u00ec. Hachiko, com&#8217; era sua consuetudine, si rec\u00f2 alla stazione ad aspettare il suo padrone, ma le ore 15:00 passarono e il professore non si vide. Cos\u00ec Hachiko aspett\u00f2 ed aspett\u00f2 ancora. Torn\u00f2 alla stessa ora, nei giorni seguenti. Presto le persone cominciarono a notare il fedele cane e la sua inutile attesa. Il capostazione di Shibuya ed altre persone che prendevano regolarmente il treno cominciarono a dargli da mangiare e a fornirgli un riparo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-729\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko-198x300.jpg\" alt=\"\" width=\"198\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko-198x300.jpg 198w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko-675x1024.jpg 675w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko.jpg 750w\" sizes=\"(max-width: 198px) 100vw, 198px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La notizia corse in tutto i paese, ed il suo fu riportato come un esempio di grande fedelt\u00e0 ed amore. Le persone si recavano a Shibuya soltanto per vedere Hachiko, dargli da mangiare ed accarezzarlo, sperando di ottenere in cambio un po\u2019 di fortuna. I mesi divennero anni, ed ancora Hachiko tornava alla stazione di Shibuya alle ore 15:00, anche quando era ormai vecchio e sofferente. Il 7 Marzo del 1934\u00a0 quasi 10 anni dopo il suo ultimo incontro con il Professor Ueno l\u2019Akita inu fu trovato morto nel solito posto fuori della stazione, dove aveva trascorso cos\u00ec tanto tempo ad aspettare il suo padrone: cos\u00ec Hachiko si \u00e8 spento all\u2019et\u00e0 di 15 anni, colpito da filariosi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_2.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-727\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_2-300x232.png\" alt=\"Hachiko_2\" width=\"300\" height=\"232\" srcset=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_2-300x232.png 300w, https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_2.png 580w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La morte di Hachiko venne riportata su tutte le prime pagine dei giornali del Giappone. Venne dichiarato un giorno di lutto, e raccolti contributi in tutto il paese per rendere memoria al cane che aveva conquistato i cuori della nazione. Lo scultore Ando Teru fu incaricato\u00a0 cos\u00ec di creare una statua in bronzo di Hachiko. Nell\u2019Aprile del 1934 la statua fu posizionata nel posto esatto in cui aveva aspettato per anni. Dopo pochi anni, per\u00f2, il Giappone entro&#8217; in guerra e tutti i metalli disponibili furono fusi per costruire armi. Neanche la statua di Hachiko fu risparmiata. Dopo la guerra, nel 1948, il figlio di Ando, Takeshi, scolp\u00ec un nuovo Hachiko: la statua che tutt\u2019oggi si pu\u00f2 vedere al di fuori della stazione di Shibuya, che siede in una nobile posa, aspettando per sempre il suo padrone. La statua, comunque, non e&#8217; l\u2019unico monumento di Tokyo che ricorda il chuken (&#8220;fedele cane &#8220;) Hachiko. Nel cimitero di Aoyama, infatti, e&#8217; stato eretto un memoriale accanto alla tomba del Professor Ueno. Alcune delle ossa di Hachiko sono sepolte li&#8217;, ma di fatto, Hachiko fu imbalsamato ed ora e&#8217; esposto nel Museo Nazionale delle Scienze a nordovest della stazione di Ueno. Ogni anno, l\u2019 8 Aprile, si tiene una cerimonia solenne cui partecipano centinaia di amanti dei cani che portano i loro omaggi alla lealt\u00e0 ed alla devozione di Hachiko. Sembra di raccontare una delle tante leggende che sono nate attorno a questa razza particolare. Una di queste narra la storia di Shiro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-728\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Hachiko_3.jpg\" alt=\"Hachiko_3\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questa leggenda risale al tempo dello shogunato Tokugawa (1603-1868). C\u2019era una volta, tra le montagne della regione di Akita, un villaggio di cacciatori. In questo villaggio vivevano un cacciatore di nome Sadaroku e il suo Akita bianco di nome Shiro. Sadaroku era il miglior cacciatore della zona e per questo il signore di Nambu, invitatolo un giorno al suo castello, gli consegn\u00f2 un rotolo che gli dava il permesso di cacciare nelle montagne della regione. Una mattina Sadaroku e Shiro andarono a caccia. Improvvisamente il cane si mise ad abbaiare: un grosso cinghiale si muoveva tra gli alberi.<\/p>\n<p>Sadaroku prese la mira e spar\u00f2; il cinghiale, bench\u00e8 ferito, fugg\u00ec. Shiro si gett\u00f2 all\u2019inseguimento e Sadaroku gli and\u00f2 dietro. La caccia dur\u00f2 tutta la notte finch\u00e8 i due si accorsero di essere giunti in una foresta sconosciuta sovrastata da un castello. Scrutarono tra gli alberi e videro il cinghiale, Sadaroku spar\u00f2 di nuovo e questa volta lo uccise. Ma ad un tratto fu circondato da un gruppo di samurai; lo arrestarono poich\u00e9 aveva osato sparare nei pressi del castello di Sannobe. Sadaroku cerc\u00f2 in tasca il lasciapassare ma non lo trov\u00f2, proprio quel giorno l\u2019aveva dimenticato a casa. Cos\u00ec fu trascinato al castello, condannato a morte e messo in prigione.<\/p>\n<p>Durante la notte Shiro riusc\u00ec ad arrivare sotto la grata della prigione e si mise a guaire. Il suo padrone lo ud\u00ec e lo implor\u00f2 di andare a prendere il rotolo pur non sperando che il cane avrebbe capito. Invece Shiro cap\u00ec e part\u00ec di corsa. Corse e corse attraversando foreste valli e pianure e finalmente giunse a casa. Qui si mise a guaire e ad abbaiare disperatamente davanti alla moglie del suo padrone, ma la donna non capiva ci\u00f2 che lui voleva.<\/p>\n<p>Allora riprese la via del ritorno verso il suo padrone. Quando Sadaroku lo vide tornare senza il rotolo si disper\u00f2 ma poi si ricord\u00f2 di averlo lasciato sopra il sacrario degli antenati; lo disse a Shiro il quale ripart\u00ec correndo a perdifiato. Giunto a casa si mise ad abbaiare davanti al sacrario. La moglie vide il rotolo e questa volta, sbiancando in volto, cap\u00ec. Dette il rotolo a Shiro che riprese la sua folle corsa verso il castello. All\u2019alba Shiro stava ancora correndo ma era allo stremo delle forze.<\/p>\n<p>Nello stesso momento Sadaroku veniva portato sul luogo dell\u2019esecuzione; chiese di poter rivedere per l\u2019ultima volta il suo cane ma gli fu negato. Fu cos\u00ec che, mentre urlava il nome di Shiro, gli venne tagliata la testa. Quando poco dopo il cane arriv\u00f2 con il rotolo in bocca trov\u00f2 il corpo del suo padrone ormai senza vita. Cominci\u00f2 a nevicare,<\/p>\n<p>Shiro trascin\u00f2 il corpo di Sadaroku nella foresta vicina al castello, scav\u00f2 e lo seppell\u00ec. Poi cominci\u00f2 ad ululare verso il castello e ogni giorno e ogni notte ululava tutto il suo dolore. Il suo ululato giungeva anche al castello e gelava il sangue a quelli che lo abitavano. Shiro non lasci\u00f2 pi\u00f9 quella foresta che da allora \u00e8 chiamata la \u201cforesta ululante&#8221;. In Giappone le donne , quando andavano al lavoro nei campi, usavano affidare i loro figli ad una femmina di Akita, che li avrebbe sorvegliati e protetti fino al loro ritorno. Ancora oggi in Giappone, quando nasce un bambino, \u00e8 consuetudine regalare una statuetta di Akita in segno di buon auspicio, rievocando la protezione dell\u2019Akita sul nascituro.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Akita-inu.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-731\" src=\"http:\/\/www.viverezen.it\/blog\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/Akita-inu.jpg\" alt=\"Akita inu\" width=\"259\" height=\"194\" \/><\/a><\/p>\n<p>Quest\u2019usanza oggi ha assunto anche il significato di augurio di lunga vita, pronta guarigione e buona fortuna. Molte altre storie potrebbero narrarsi attorno al &#8220;cane dei samurai&#8221; che deve il nome di Akita alla regione situata a nord dell&#8217;isola principale del Giappone (Honshu) dove la razza \u00e9 stata selezionata e si \u00e9 evoluta. Poich\u00e9 inu in giapponese significa cane, quindi si pu\u00f2 tradurre Akita inu in &#8220;Cane d&#8217;Akita&#8221;. Questa razza canina d\u00e0 l&#8217;impressione di naturalezza e di semplicit\u00e0 con un tocco di primitivit\u00e0 che, unitamente alla mole e al portamento di regale dignit\u00e0, fanno di questo animale un raro esempio di perfezione naturale. I Giapponesi per spiegare la bellezza di questo cane usano vocaboli sfumati che \u00e9 quasi impossibile rendere in Italiano. Un detto giapponese dice: &#8220;In silenzio tranquillo come la foresta, in azione \u00e8 come un lampo&#8221;. Usato in passato per la caccia agli orsi, nel periodo in cui riceveva ancora un trattamento regale, l&#8217;animale fu allevato per il combattimento e col tempo, la razza ebbe a subire tali perdite da rischiare persino l&#8217;estinzione. In un mese un cane poteva affrontare fino a 12 combattimenti. Fu abbandonata questa pratica solo alla fine del secolo scorso, quando il Giappone cominci\u00f2 a sentire l&#8217;influsso della cultura europea, e la razza Akita, che era ormai quasi estinta, pot\u00e9 riprendersi e ripopolarsi. Nel 1927 fu costituito ufficialmente un club intitolato alla razza, l&#8217;Associazione Akita inu Hozankai. Nel 1931 il governo giapponese proclam\u00f2 l&#8217;Akita un patrimonio e un vanto nazionale. L&#8217;Akita \u00e8 un cane molto apprezzato in tutto il mondo, che ha lasciato un segno nella storia del Giappone.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Tratto da www.etnakitaken.com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti di certo hanno visto il film Hachiko &#8211; Il tuo migliore amico, film del 2009 diretto da Lasse Hallstr\u00f6m, con Richard Gere come protagonista insieme all&#8217;Akita inu e allo shiba inu che interpretano in cane Hachiko rispettivamente da grande e da piccolo, molti per\u00f2 forse non sanno che il film \u00e9 basato sulla storia [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":729,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[4],"tags":[10],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.8.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\r\n<title>Un cane patrimonio e vanto nazionale - Vivere Zen<\/title>\r\n<meta name=\"robots\" content=\"index, follow, max-snippet:-1, max-image-preview:large, max-video-preview:-1\" \/>\r\n<link rel=\"canonical\" href=\"https:\/\/www.viverezen.it\/giornale-bio\/un-cane-patrimonio-e-vanto-nazionale\/\" \/>\r\n<meta property=\"og:locale\" content=\"it_IT\" \/>\r\n<meta property=\"og:type\" content=\"article\" \/>\r\n<meta property=\"og:title\" content=\"Un cane patrimonio e vanto nazionale - Vivere Zen\" \/>\r\n<meta property=\"og:description\" content=\"Molti di certo hanno visto il film Hachiko &#8211; 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