Il kimono più adatto – parte 2

Gli iromuji (色 無 地 letteralmente tinta unita) sono piccoli kimono monocromatici ad esclusione del nero e del bianco/avorio, considerati come non colori e destinati a occasioni specifiche, indossati da donne sposate e non sposate, soprattutto per le cerimonie del tè. La seta tinta può produrre figure (rinzu, simile allo jacquard) ma non ha decorazioni di colori diversi.

Il Mofuku è il vestito usato per il lutto ed è  indossato da entrambi i sessi. Gli uomini indossano sottovesti bianche e tabi bianchi. Per quanto riguarda le donne, obi e altri accessori sono anche in nero. Il nero è indossato soltanto dalla famiglia e da coloro che sono vicini al defunto.

Lo Yutaka (浴衣) è un kimono estremamente informale, sfoderato, generalmente in cotone, lino o canapa, usato nei festival che si svolgono in
estate, in occasioni all’aperto da uomini e donne di ogni età. Yutaka ha un colore brillante e il design semplice. Rispetto ad altri tipi di kimono, lo yukata
è più facile da indossare e mantenere ed è meno costoso.

L’ houmongi o homongi (訪問着) si traduce letteralmente come “abito da visita”; è caratterizzato da decorazioni che si sviluppano oltre le spalle, attraversando le cuciture, e si colloca appena sopra lo tsukesage. Lo hōmongi viene indossato sia da donne nubili che sposate, spesso dalle amiche della sposa ai matrimoni. Può essere indossato anche in occasione di feste formali.

kimono L’ Uchikake è un kimono molto formale indossato solo dalle spose o in una rappresentazione teatrale. Di solito è tutto bianco o molto colorato con il rosso come colore di base. Di seta monrinzu o monshusu (satin con pattern), dall’orlo imbottito e dalle lunghe maniche, viene indossato senza essere fermato da alcuna cintura sopra il kimono. Gli uchikake colorati presentano simboli di buon auspicio dai toni sgargianti e sono spesso ricamati in oro e argento. Una variante dell’uchikake è lo shiromoku, l’abito nuziale. Tradizionalmente veniva indossato il primo dei tre giorni in cui si svolgeva la cerimonia nuziale. Il secondo giorno la donna indossava un abito rosso che serviva come scudo contro la sfortuna, mentre l’ultimo giorno indossava un kimono nero formale.

 
 
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Tratto da www.tsunagujapan.com

"Il kimono più adatto – parte 2" ultima modifica: 20 Luglio, 2015 da Marco Li Mandri (stregrafo fotogatto)