1000 Doors: eco urban art


“La gente pensa che si può trovare arte solo nei musei e nelle gallerie. Nel 2009, alle Olimpiadi del design di Seoul, ho raccolto la spazzatura che avevano gettato via più di i 10 milioni di persone e l’avevo scaricata nel Jamsil Stadium. Il punto è stato quello di vedere la differenza tra la spazzatura e l’arte e porre le domande: Quale emozione provate? Che effetto subite? Chi deve decidere ciò che è degno e cosa non lo è? L’intero stadio era coperto di spazzatura, ma è diventato bello e scintillante e indimenticabile quando la luce è stata proiettata su di esso. Ora lo sto facendo in tutto il mondo. É fondamentalmente una campagna che spinge a lavorare con materiali inutili. Mi piace fare le cose al di fuori dei musei d’arte. Cosa non mi piace è l’intero sistema retributivo dei musei e preferisco lavorare e interagire con le persone al di fuori. Ad esempio, ho recentemente completato un progetto in cui le persone sono state legate ad enormi quantità di palloni al di fuori di un museo in Cile. Amo progetti partecipativi come questo”.

Leggendo queste parole dell’artista e designer sud coreana Choi Jeong-Hwa non stupisce il progetto eco-friendly 1000 Doors, composto interamente da porte riciclate. Si tratta di una grande installazione creata nel 2009 a Seoul, in Corea del Sud, dall’artista sudcoreana Choi Jeong-Hwa che ha usato 1000 porte riciclate coloratissime per trasformare un blando edificio di 10 piani in un’opera d’arte che si vede anche a distanza. Artista che porta l’arte in giro e la mette a portata di tutti, è in grado di creare arte da oggetti impensabili, di uso comune, rendendo il quotidiano straordinario, recuperando e riutilizzando strumenti dismessi e vecchi materiali e rivoluzionando ambienti interni, paesaggi e situazioni urbane.

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“Nel 1989 non sapevo disegnare quindi non pensavo che avrei potuto diventare un artista, ma mi piaceva molto camminare. Così ho usato il camminare tra le strade e i vicoli stretti per scoprire mucchi di immondizia e cantieri” spiega Choi, “Mi sono reso conto che le persone ‘normali’ si fanno costruire e creare le cose migliori da artisti o professionisti. Ho deciso di contro di non diventare un artista ma di essere una persona comune che pensa come un artista “.

Le porte si estendono lungo tutta le facciate dell’edificio dando l’impressione da lontano di trovarsi davanti ad un enorme quadro d’arte contemporanea con effetto pixel. Le porte di dimensioni diverse, dai colori contrastanti, che da lontano sembrano quasi una stravagante pubblicità, creano un’atmosfera divertente. Ecco l’intenzione dell’artista: riempire di colore e allegria l’area circostante, ma anche rendere un romantico tributo alle persone che, in passato, hanno attraversato quotidianamente quelle stesse porte, dietro ogni porta c’è la storia di una vita.

Tratto da design.fanpage.it

"1000 Doors: eco urban art" ultima modifica: 21 Ottobre, 2015 da Redazione VivereZen