Sotto lo sguardo di Daruma

Le bambole daruma (達磨 daruma), dette anche bambole dharma, sono figurine votive giapponesi senza gambe né braccia, che rappresentano Bodhidharma (Daruma in giapponese). Bodhidharma, detto il Daruma fu un sacerdote indiano 6 ° secolo conosciuto come il creatore del Buddismo Zen, noto per aver trascorso sette anni secondo alcuni, nove anni secondo altri, a meditare in una caverna di fronte alle mura, senza mai  muovere gli occhi e senza mai chiudere le palpebre. In quegli anni di meditazione le braccia e le gambe di Daruma atrofizzate caddero. Apparently Bodhidharma appisolato durante la meditazione e per la rabbia ha tagliato i suoi occhi palpebre. Addormentatosi in un momento di debolezza,  una volta risvegliatosi, indignato dal suo comportamento, si strappò le palpebre e le scagliò a terra. Subito germogliarono dal suolo alcune foglie capaci di tenere lontano il sonno: era nata la pianta del tè.Gli abitanti del Sol Levante hanno voluto rendere onore a questo monaco caparbio e rigoroso dedicandogli una bambola (solitamente di legno,stoffa o cartapesta), chiamata appunto daruma, che riflette le fattezze attribuitegli dall’immaginario collettivo, e divenuta nel corso del tempo uno dei souvenir più ricercati dai turisti. Al giorno d’ oggi le bambole Daruma sono presentate anche in chiave ironica, o con materiali e stoffe diversi da quelli tradizionali, ma mantengono intatto il loro significato di portafortuna ed amuleto. Sul piccolo corpo tozzo, rotondeggiante e senza arti spicca un volto stilizzato, barbuto dominato da due globi bianchi: la tradizione vuole infatti che, all’inizio del nuovo anno, molti giapponesi e le aziende comprano un Daruma, esprimono un desiderio e dipingono l’occhio sinistro, quando il desiderio si avvera dipingono nel secondo occhio per fare in modo che Daruma riveda e possa essere bruciata al tempio. Molti politici comprano una bambola Daruma e se vincono le elezioni la bruciano al tempio.  Alla fine degli anni novanta, alcuni gruppi di attivisti dei diritti umanicontestarono la tradizione di disegnare le daruma prive di occhi (e le pratiche associate a queste bambole) perché discriminanti nei confronti della cecità, cosí oggi la pratica è caduta in disuso o non viene più mostrata dai media. La Daruma originale è di colore rosso (per ricordare la veste rossa indossata dal fondatore zen per allontanare il male, in posizione zazen per rialzarsi sempre nel caso di caduta, cosi che il desiderio o l’obiettivo da raggiungere viene ottenuto) ma ci sono di vari colori, ognuno ad indicare il diverso traguardo da raggiungere:

daruma

 

– Rosso: portafortuna generale;

– Giallo:  Soldi;

– Blu: per lo studio o per il lavoro;

– Rosa: amore;

– Nero: scacciare la sfortuna;

– Verde: per la salute.

 

Le bambole Daruma di solito vengono acquistate all’interno o nelle vicinanze dei templi buddisti giapponesi, e hanno dimensioni variabili tra i 5 ai 60 cm d’altezza. Se la bambola daruma è stata comprata all’interno del tempio, il proprietario può riportarla perché venga bruciata. Le bambole di solito vengono bruciate alla fine dell’anno. È un rituale di purificazione per far sì che il kami (divinità o spirito) sappia che la persona che ha espresso il desiderio non ha desistito, ma è su un’altra via per realizzarlo. Alcuni esemplari di questo manufatto hanno anche un’altra particolarità: grazie al basso baricentro, se vengono spinti di lato, ritornano immediatamente in posizione eretta. Divenuta emblema della tenacia, tanto cara ai giapponesi, in perfetta sintonia con il proverbio “Cadi sette volte, rialzati otto” (Nana korobi ya oki, 七転び八起き). Una filastrocca per bambini del XVII secolo descrive le bambole daruma dell’epoca in modo assai simile alle loro raffigurazioni moderne:

 

Hi ni! fu ni!

Fundan Daruma ga

Akai zukin kaburi sunmaita!

Una volta! Due volte!

Sempre il Daruma di rosso vestito

Incurante torna seduto!

Alcuni daruma hanno delle scritte; sulle guance il desiderio o una richiesta di protezione dei propri cari, mentre sul mento viene messo il cognome del proprietario. Di norma se ne conserva uno alla volta e va collocato in un punto elevato ed importante della casa, questo fino alla realizzazione del desiderio.

Tratto da www.lettera43.it

"Sotto lo sguardo di Daruma" ultima modifica: 8 Settembre, 2015 da Redazione VivereZen

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