I vini biologici

Il termine “vino biologico” indica un prodotto ottenuto dalle uve coltivate con i metodi dell’agricoltura biologica. I viticoltori di vino biologico utilizzano un approccio olistico che coinvolge la natura, facendo attenzione che rimanga sana e sostenibile, evitando così l’uso di prodotti nocivi sintetici. Uno dei pilastri di questo approccio è l’uso di composti naturali, letame e composti minerali per costruire la salute del suolo. Come risultato, le viti che crescono in questo terreno fortificato, sono sane e resistenti alle malattie e alle aggressioni esterne ad opera di parassiti e altri insetti predatori. Gli erbicidi usati da chi non opera con metodi biologici, che pur essendo in apparenza innocui per la pianta coltivata ed utilizzati solo per togliere le erbe infestanti, vengono assorbiti dalla coltura e, se sistemici, circolano all’interno della pianta, anche se apparentemente non creano effetti visibili alle coltivazioni ed ai loro frutti.

Il principio attivo degli erbicidi, anche se in piccole dosi, lo mangiamo e oltre a noi lo “mangia” l’intero sistema agricolo: dagli insetti, agli uccelli che si nutrono degli insetti e così via creando un danno enorme. Inoltre questi erbicidi creano una selezione negativa delle piante infestanti ossia, avendo maggior azione su alcune specie infestanti piuttosto che altre, creano una selezione involontaria di erbe infestanti più difficili da eliminare e che quindi necessitano di ulteriori trattamenti a maggior dosaggio. In poche parole in pochi anni di utilizzo sconsiderato di erbicidi sono diminuiti notevolmente o spariti del tutto i fiori dai vigneti e quindi api, farfalle, ragni, insetti predatori, uccelli e pipistrelli utili per il controllo spontaneo delle malattie.

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Più che di vino biologico, che usa i solfiti bisognerebbe parlare di vini naturali che sono invece dei vini che, oltre all’aspetto della coltivazione da agricoltura biologica, sono caratterizzati dal fatto che nessun elemento è stato aggiunto al mosto. Quando si parla di vino senza solfiti ci si riferisce, soprattutto, alle tecniche di vinificazione. La produzione enologica convenzionale prevede l’utilizzo di metabisolfito, carboni attivi, stabilizzanti, antiossidanti e altre sostanze chimiche per standardizzare il prodotto e commercializzare un vino che abbia ogni anno lo stesso sapore, aroma, odore e possa essere immagazzinato, anche per molti anni, senza modificarsi. La certificazione di agricoltura biologica ha un ruolo importante come garanzia di genuinità del vino insieme alla Denominazione d’origine controllata che certifica la provenienza geografica e il rispetto di predefiniti parametri di qualità. I vini biologici sono ormai una realtà consolidata nel panorama vitivinicolo italiano, aumentano sempre più le persone che preferiscono impiegare tempo e denaro per mangiare cibi sani e ritrovare i sapori unici della tradizione gastronomica italiana. Le caratteristiche quindi del vino bio sono non solo la maggiore qualità delle uve coltivate, ma grazie alla lunga sperimentazione e all’attenta ricerca sui metodi di vinificazione alternativi hanno permesso ai produttori di vini bio di creare vini di alto pregio e apprezzati in tutto il mondo.

"I vini biologici" ultima modifica: 24 Luglio, 2015 da Marco Li Mandri (stregrafo fotogatto)

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