La magia del monte Koya

A sud di Osaka, esiste un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, e una parte dello spirito della tradizione giapponese sopravvive intatta.

Il monte Koya è il fulcro del buddhismo Shingon, e un rifugio dalla frenesia della città, dove la calma monastica si sposa con una ricerca.

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Non vi aspettate un eremo dove la gioia è bandita e tutto diventa grigio; al contrario, la sensazione di pace viene coltivata anche grazie ad una cura del cibo. Secondo la tradizione Shingon, la cucina vieta piatti con prodotti di origine animale, ma i monaci saranno lieti di offrirvi della birra giapponese o del sake!

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Fra i luoghi da visitare all’interno del monte, sicuramente il ponte Ichi-no-hashi e le lanterne Toro-do sono uno spettacolo unico e magico; seguendo i pellegrini (henro), potete trovare questi templi dove alcune lanterne vengono tenute accese da più di 900 anni.

E’ inoltre possibile pernottare in magnifiche stanze arredate in maniera tradizionale; non troverete quindi materassi, ma comodi futon e tatami.

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Una delle zone più caratteristiche del monte è la pagoda chiamata Konpon Daito, il centro estetico di un ben più complesso sistema di templi, la cui architettura riprende il concetto di mandala (un sistema simbolico che utilizza immagini, forme geometriche e testo per descrivere l’unità universale, l’unione di forme creatici e forze distruttrici);  il colore rosso della pagoda rappresenta anche il centro del monte Koya.

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Il monte Koya, racchiuso all’interno di una foresta di cedri, è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.

"La magia del monte Koya" ultima modifica: 15 Febbraio, 2016 da Redazione VivereZen