Lo Zen e la ricerca del lavoro

In Italia la ricerca del lavoro è un bel problema, ma in Giappone la situazione non è tanto migliore.

Cambia però lo spirito con cui viene affrontato il problema; i nostri amici orientali per trovare il lavoro… meditano!

Shudo Abe, monaco del tempio buddista Shokoji, ha dato il via ad un programma di riabilitazione indirizzato a tutti coloro che sono in cerca di prima occupazione, o che hanno avuto brutte esperienze (licenziamenti, mobbing) in campo lavorativo.

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So quello che pensate, per un occidentale pensare di risolvere una brutta delusione stando fermi a meditare o infilandosi sotto una cascata (e vi assicuro che l’acqua non è acqua tiepida)  è pura follia, ma funziona!

Dopo la crisi finanziaria che ha colpito il Giappone nel 2008, culminato con i disastri del 2011 e la caduta dello yen, la perdita di posti di lavoro ha allertato la comunità intera, con conseguente supporto “spirituale”.

La pratica consiste nel meditare per 20 minuti su un comodo tatami, allontanando da sé i pensieri negativi; successivamente i partecipanti ai corsi devono sopportare il rigore e il freddo, posizionati sotto la cascata.

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Tutto ciò che gli uomini in realtà sostengono al corso in realtà, serve ad allontanare l’idea della sconfitta, che il loro fallimento sia dettato unicamente da una loro mancanza; il lavoro e la sua ricerca rappresenta solo uno degli aspetti della persona, e molto spesso un fallimento sociale viene interpretato come un fallimento personale, un fallimento della persona in sè.

Il messaggio dei monaci appare moderno e in realtà più occidentale di quanto sembri: non siamo il nostro lavoro, e se qualcosa va storto beh, c’è sempre un’altra occasione (magari senza passare prima da una cascata!).

 

"Lo Zen e la ricerca del lavoro" ultima modifica: 2 Marzo, 2016 da Redazione VivereZen