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Tatami

Il tatami tradizionale giapponese è una stuoia composta da un rivestimento in giunco intrecciato (igusa) che al suo interno contiene diversi strati in paglia di riso pressata. L'orlo è composto da fettuccia di stoffa (tatamiberi) che comunemente è in tessuto nero, ma può anche essere impreziosita con vari decori, come era in uso presso le casate nobiliari del Giappone.

I tatami giapponesi hanno un'altezza media di 5-6 cm e non vengono rimossi dalla loro posizione. Oltre alla misura standard, Viverezen ti offre la possibilità di acquistare un prodotto più adatto alle abitudini occidentali, ovvero i tatami ribassati, che con un'altezza 2.5 cm ed un peso ridotto, hanno il pregio di essere molto più facili da maneggiare.

Nel nostro catalogo trovi anche i goza arrotolabili, stuoie realizzate con lo stesso giunco intrecciato. I modelli pieghevoli, con uno spessore di 1.2 cm e forniti di pratica borsa, sono l’ideale per chi volesse portarne uno in palestra.


L’elegante semplicità del tatami fa sì che questo prodotto possa trovare spazio sia nell’arredamento di ispirazione zen, che in uno più moderno ed occidentale. Si tratta di un prodotto ecologico, realizzato con materiali naturali, cosa che lo rende particolarmente affine a quella che è la filosofia del Bio-Arredo contemporaneo.

Come specificato in precedenza, il tatami tradizionale è composto da diversi strati sovrapposti di paglia di riso. Tra gli strati di stoppie è presente dell’aria, isolata all'interno: per questo motivo un tatami giapponese è fresco d'estate e caldo durante l'inverno.

La paglia pressata fa sì che la sua superficie risulti leggermente cedevole, caratteristica che offre un comfort tutto diverso dalle pavimentazione occidentale in mattoni, o anche rispetto a un parquet in legno.

Riassumendo il tatami giapponese è: naturale, biologico, bello a vedersi, elastico, resistente, antiscivolo, attutisce gli urti, contribuisce all'efficienza energetica dell’ambiente, isola i suoni e coibenta il calore.

Idee e spunti

Grazie alla sua struttura modulare e componibile, il tatami si presta a diverse soluzioni d’arredamento.

Per dormire

Può essere poggiato direttamente sul pavimento, come base per il materasso, oppure all'interno di una struttura a doghe. I letti giapponesi hanno un’altezza che può variare dai 10 centimetri dei modelli a pedana, sino a 35/40 centimetri. Sistemando i pannelli su una rete abbiamo il vantaggio di sollevarli da terra e offrirgli una maggiore traspirazione. Il letto giapponese è l’ideale per chi volesse un tocco d’oriente in casa senza per questo stravolgere troppo le sue abitudini.

Il tatami presenta un supporto rigido per la schiena e in genere viene utilizzato con un futon, ovvero il tipico materasso giapponese. Il futon può essere in puro cotone, lana, oppure con inserti di cocco (traspirante) o lattice (più morbido del cotone). Per maggiori info sui tipi di futon ti rimandiamo alla sezione apposita.

Posso usare il tatami con il mio vecchio materasso?

E’ possibile utilizzarlo con un materasso a molle o in memory. Questa soluzione è più adeguata in ambienti secchi e se il tatami poggia sulle doghe, dal momento che un materasso occidentale fornisce una traspirazione minore rispetto al futon, ed è anche più difficile da spostare. In nessun caso bisogna adoperare un materasso interamente in lattice, specie se in lattice naturale: svilupperebbe in poco tempo della muffa, rischiando di rovinare anche il tatami.

Come divano

Con un tatami, un futon e dei cuscini colorati si ottiene un divano semplice e allegro al tempo stesso. Aggiungendo un secondo modulo identico, avrai un divano letto matrimoniale completamente privo di parti metalliche. Il divano tatami è un prodotto che può andar bene per un salotto moderno, un soggiorno o per una mansarda. Data l’assenza di braccioli è sufficiente prendere un copriletto per rinnovarlo, oppure nel nostro catalogo trovi le apposite fodere a sacco, tutte coloratissime e in materiali naturali come cotone e lino.

Nella camera dei bambini

Tatami e futon possono diventare un lettino montessoriano semplice e dal prezzo contenuto. Se hai abbastanza spazio nella stanza puoi pensare anche a creare un’area gioco con due o più pannelli. Camminare sui tatami è estremamente piacevole, e la superficie in giunco proteggerà il tuo bimbo dal freddo del pavimento!

Per meditazione e massaggi

In pratiche come lo shiatsu o il massaggio thailandese, oltre a creare un’atmosfera insostituibile, il tatami ha una funzione ben precisa. L’operatore infatti si trova a scaricare la maggior parte del peso sulle ginocchia, che necessitano di un’adeguata protezione. Come già detto, la paglia è rigida ma cedevole al tempo stesso: rappresenta un’ottima soluzione e contribuisce al benessere del paziente, specie se il materassino scelto per i trattamenti è molto sottile. La posizione del Seiza è tipica anche della meditazione Yoga e viene tradizionalmente praticata sul tatami.

Nelle arti marziali.

Le scuole di Karate, Judo, Taekwondo, Aikido e Muay Thai hanno sempre fatto un largo uso del tatami, che arrivava a ricoprire l’intera pavimentazione del Dojo. La naturale capacità di assorbimento della paglia di riso lo rendeva un alleato prezioso negli allenamenti, specie per gli esercizi che prevedevano proiezioni, salti e cadute. Oggi le palestre hanno a disposizione alternative più moderne, ma non a caso i tipici materassini in polimeri, che si arrotolano o si incastrano a puzzle, hanno mantenuto il nome di tatami. Nei combattimenti delle competizioni ufficiali di Judo, le aree di gara erano indicate da dei tatami particolari, dipinti di verde e rosso. Non è una coincidenza forse che gli stessi colori ritornino spesso negli omonimi tappetini da palestra.

E’ possibile ovviamente adoperare questo genere di pavimentazione anche in palestre che si occupino di ginnastica in genere, o discipline marziali più moderne e occidentali, come Boxe, MMM, Kick Boxing, tanto più che nelle palestre attuali è comune che gli stessi ambienti vengano adoperati in orari differenti per gli allenamenti di diverse discipline sportive.

Spalliera, comodini, e altro ancora

I possibili usi del tatami non sono finiti qui: con il giusto contrappeso e poggiato al muro uno di questi pannelli si può trasformare infatti in una testata per il tuo letto giapponese, o in una spalliera per il divano futon. L’ultimo arrivato del catalogo di Vivere Zen è un tatami pieghevole realizzato in cocco che può essere adoperato come paravento. Troverai inoltre comodini quadrati o rotondi, che si possono abbinare a tutti i letti a pedana, o anche ad un futon direttamente poggiato a terra.

Un po’ di storia

In origine, i tatami non venivano usati nella pavimentazione, ma si trattava piuttosto di un lusso per gli aristocratici giapponesi, che li adoperavano per sedersi, come letto, o come scrittoio. Successivamente si diffusero anche nelle case di preti e samurai, che avevano guadagnato potere all'interno della società giapponese e li sfoggiavano come segno di ricchezza. I meno abbienti, invece, avevano pavimenti in terra battuta.

I tatami nelle case dei nobili assunsero nel periodo tra la fine del XV secolo e l'inizio del XVII una funzione strategica. Sotto i pannelli si trovavano delle aree vuote dove potevano nascondersi gli uomini della guardia personale, pronti ad intervenire in caso di un attacco a sorpresa. I tatami una volta sollevati, potevano persino fare da scudo. Nel diciassettesimo secolo, l’uso di queste stuoie inizia a diffondersi in tutte le classi sociali.

Simbolo di una filosofia Zen

In Giappone, la stanza che segue lo stile architettonico e d’arredamento tradizionale viene chiamata washitsu, mentre quando si parla di una stanza all'occidentale si usa il termine yōshitsu. La yōshitsu è sempre, rigorosamente, senza tatami. La washitsu giapponese è caratterizzata da ambienti vuoti, privi di mobili superflui, o altri accessori non necessari. Non ci sono sedie, che oltretutto rovinerebbero il tatami. Le porte scorrevoli (fusuma) separano gli ambienti o nascondono gli armadi. Questa struttura, oltre a rispettare i dettami del Feng Shui grazie al libero circolare delle correnti di energia, si adatta agli spazi ristretti delle abitazioni più piccole. Il futon, poggiato a terra durante la notte, viene poi arrotolato per lasciare la camera libera per le attività diurne.

La washitsu parla di una visione del tempo e dello spazio con una ritualità quasi religiosa. Una delle stanze più importanti all'interno della casa giapponese è quella della cerimonia del tè. Decorata con pergamene illustrate (emakimono), fiori e bonsai, questa camera porta il nome di sukiya quando è composta da quattro tatami e mezzo. Quando ci sono molti invitati, o si voglia dare al rito una maggiore formalità, viene adoperata una stanza più grande, che porta il nome di hiroma.

Misure e disposizione 

I pannelli che vengono venduti di più in occidente hanno una lunghezza di 200 centimetri. La larghezza varia dai 60 ai 100 centimetri. In questo modo un singolo tatami può ospitare un materasso a una piazza, le cui misure standard vanno dagli 80x190 cm ai 90x200 cm.

In Giappone il tatami non è soltanto una parte dell’arredamento, ma si presenta come una vera e propria unità di misura architettonica. Le stanze tradizionali vengono disegnate nei progetti prendendo come base proprio il tatami.

I tatami classici giapponesi misurano 3 x 6 shaku. Lo spessore è di due sun, dove un sun è un decimo di uno shaku. Queste misure sono standardizzate, e vengono utilizzate per indicare le dimensioni delle stanze. La sukiya della cerimonia del tè, ad esempio, è una stanza quadrata da 9 x 9 shaku. Uno shaku è 30,3 cm quindi espresso in centimetri, il tatami tipico ha una dimensione di 90,9 x 181,8 x 6,06 cm.

Sarà molto difficile trovare in Italia o in Europa dei pannelli con queste precise misure. Sono abbastanza comuni invece i modelli da 90x180 cm, che rispettano lo stesso criterio adattandosi però al nostro sistema metrico decimale. Viverezen ha per te a catalogo anche dei tatami extra-large, con misura 100x200 cm.

In entrambi i casi una misura è lunga esattamente la metà dell’altra, e ciò permette di creare composizioni armoniche, che rispettino la regola della croce. In Giappone i tatami non devono essere mai disposti in modo che i quattro angoli si tocchino, formando appunto una croce.

Tra i disegni tipici, uno dei più comuni è proprio quello della sukiya: al centro viene posto un quadrato da 3 x 3 shaku, mentre i quattro pannelli di dimensioni standard sono collocati intorno a spirale. Se desideri vedere alcuni schemi tradizionali, e leggere un breve approfondimento sulla paura del 4 in oriente, visita la Guida ai Tatami.

Schemi e misure personalizzate

A differenza di quanto accade in Giappone, le nostre case non vengono progettate a misura di tatami. Le dimensioni ovviamente non coincidono con gli shaku nipponici, e spesso ci sono ostacoli che rendono ancor più irregolare l’area da ricoprire, come porte che si chiudono verso l’interno, pilastri, o anche la presenza di mobili occidentali. Chiamaci per ricevere un progetto personalizzato gratuito, senza obbligo di acquisto. Ti indicheremo come sfruttare al meglio lo spazio a tua disposizione. Con un prezzo a listino di 50 € a taglio, infine, possiamo realizzare dei tatami personalizzati con misure ad hoc.

Manutenzione

Ecco alcuni suggerimenti per prendersi cura dei tatami. Innanzitutto, trattandosi di prodotti in paglia pressata e giunco, non devono essere esposti a un'umidità eccessiva. Nel caso in cui fosse necessario pulirli, in presenza di macchie è consigliato l'uso di un panno leggermente umido (ben strizzato, non completamente bagnato!). Anche l'utilizzo di un aspirapolvere per togliere la polvere può risultare ottimale. Qualora la stuoia dovesse bagnarsi, è necessario farla asciugare prima possibile, magari avvicinandole una stufetta o soffiando aria tiepida tramite un asciugacapelli.

Far prendere aria ai pannelli

Aprire le finestre e sollevare il materasso è una buona soluzione. Se stai utilizzando un futon non è neanche un'operazione troppo difficile: questo tipo di materasso infatti si può facilmente ripiegare a metà, un giorno da un lato, la volta successiva dall'altro. Avendone la possibilità, l'ideale sarebbe esporre una volta l’anno all'aria aperta le stuoie. In questo caso però bisogna evitare la luce diretta, e lasciare al sole il lato inferiore del pannello. Se esposto direttamente ai raggi solari il giunco intrecciato potrebbe assumere un colore rossastro. Questa operazione oltre a preservare il tatami contribuisce, specie all'inizio, a disperdere il forte odore di paglia, che non tutti trovano gradevole.

Non calpestarmi!

Sul tatami è doveroso camminare senza scarpe, e sono ammesse soltanto calze o piedi nudi. Secondo la ritualità giapponese, la calza da utilizzare prende il nome di tabi ed è caratterizzata dal tradizionale colore bianco. Tale calza viene solitamente cucita con l'infradito, così da consentire, usciti dalla stanza, l'uso di sandali. In occidente possiamo essere più permissivi ed ammettere anche delle ciabatte con la suola di stoffa. L’importante è non premere sulla superficie del tatami con qualcosa di appuntito: il giunco intrecciato altrimenti si rovinerebbe.


Bio Arredamento
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